su di me


Il mio percorso si colloca all'incrocio tra danza, teatro, arti visive, pedagogia e matematica, come una pratica di ricerca che mette al centro il corpo nei processi di apprendimento. Non si tratta di ambiti separati, ma di territori che si attraversano e si trasformano reciprocamente.

Ho iniziato molto presto con la danza, all'Accademia Nazionale di Danza, dove ho incontrato una prima forma di disciplina e ascolto del corpo. Nel tempo questa esperienza si è ampliata attraverso pratiche come Cunningham, release, contact improvisation, floor work, composizione istantanea e danza sensibile, orientando la mia attenzione verso il gesto come processo, in relazione a spazio, ritmo e percezione.

La formazione teorica in Teatro e Arti Performative (laurea nel 2006) e l'incontro con il teatro — dalle pratiche grotowskiane al Living Theatre, fino alle arti circensi e al canto armonico — hanno contribuito a definire una visione della scena come spazio di composizione tra linguaggi. L'esperienza con Giorgio Barberio Corsetti nello spettacolo Metafisico Cabaret ha rafforzato questa prospettiva, aprendo a una dimensione performativa in cui corpo, immagine e suono dialogano.

Dal 2004, con il progetto SCREAM (Supporting Children's Rights through Education, the Arts and the Media) dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, il mio lavoro si è orientato verso la pedagogia. Da allora conduco laboratori e percorsi formativi in cui teatro e danza diventano strumenti per attivare processi di consapevolezza, espressione e costruzione condivisa di significato.

Nel 2006 ho co-fondato la compagnia Immobile Paziente, realizzando progetti performativi co-costruiti come Tutto di PrimaAnimale Omega e K465, e collaborando come performer e visual artist con diverse realtà artistiche. Negli ultimi anni di attività performativa, l'analisi delle strutture narrative mi ha portato al progetto Sole e acciaio; l'interazione tra corpo, spazio, suono e video ai progetti Dis_tanz e Bradamante; il ricordo e il pensiero-immagine al progetto Nodi.

Un aspetto centrale della mia ricerca è l'attenzione alle pratiche di lunga vita, tra cui lo shiatsu: un modo di intendere il corpo come luogo di ascolto, relazione e trasformazione, che attraversa tanto il lavoro artistico quanto quello pedagogico.

Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Formazione Primaria e un corso di specializzazione in Pedagogia Speciale; mi sono inoltre specializzata in didattica dell'italiano come Lingua 2, con un master sull'organizzazione delle scuole ad alto impatto migratorio. Negli ultimi anni la pratica educativa si è intrecciata con la didattica della matematica e la formazione degli insegnanti, dove il movimento e le arti diventano strumenti per esplorare concetti astratti attraverso l'esperienza.

Il filo che attraversa il mio lavoro è una ricerca di integrazione tra esperienza sensibile e conoscenza. Il corpo è una soglia: un luogo in cui percezione, immaginazione e pensiero si incontrano, e l'apprendimento diventa un processo vivo e condiviso.

Nel 2026 ho ricominciato la pratica artistica di ricerca con il progetto What is mathematics?.