su di me-about me








Il mio percorso si colloca all’incrocio tra danza, teatro, arti visive, pedagogia e matematica, come una pratica di ricerca che mette al centro il corpo nei processi di apprendimento. Non si tratta di ambiti separati, ma di territori che si attraversano e si trasformano reciprocamente: il movimento diventa un modo per pensare, conoscere e costruire relazione.

Ho iniziato molto presto con la danza, all’Accademia Nazionale di Danza, dove ho incontrato una prima forma di disciplina e ascolto del corpo. Nel tempo questa esperienza si è ampliata attraverso pratiche come Cunningham, release, contact improvisation e composizione istantanea, orientando la mia attenzione verso il gesto come processo, in relazione a spazio, ritmo e percezione.

La formazione al DAMS e l’incontro con il teatro — dalle pratiche grotowskiane al Living Theatre fino alle arti circensi — hanno contribuito a definire una visione della scena come spazio di composizione tra linguaggi. L’esperienza con Giorgio Barberio Corsetti nello spettacolo Metafisico Cabaret ha rafforzato questa prospettiva, aprendo a una dimensione performativa in cui corpo, immagine e suono dialogano.

Dal 2004, con il progetto SCREAM dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il mio lavoro si è orientato verso la pedagogia. Da allora conduco laboratori e percorsi formativi in contesti educativi, in cui teatro e danza diventano strumenti per attivare processi di consapevolezza, espressione e costruzione condivisa di significato.

Nel 2006 ho co-fondato la compagnia Immobile Paziente, realizzando progetti performativi co-costruiti come Tutto di Prima, Animale Omega e K465, e collaborando come performer e visual artist con diverse realtà artistiche.

Un aspetto centrale della mia ricerca è l’attenzione alle pratiche di lunga vita, tra cui lo shiatsu, che hanno approfondito il mio modo di intendere il corpo come luogo di ascolto, relazione e trasformazione. Questa dimensione attraversa sia il lavoro artistico sia quello pedagogico.

Negli anni, la pratica educativa si è intrecciata con la didattica della matematica e la formazione degli insegnanti, affiancandosi a un percorso di ricerca accademica su questi temi. In questo ambito, il movimento e le arti diventano strumenti per esplorare concetti astratti attraverso l’esperienza, aprendo spazi in cui il pensiero prende forma anche nel corpo e nella relazione.

Il filo che attraversa il mio lavoro è una ricerca di integrazione tra esperienza sensibile e conoscenza. Il corpo è una soglia: un luogo in cui percezione, immaginazione e pensiero si incontrano. L’apprendimento diventa così un processo vivo e condiviso, capace di generare consapevolezza, creatività e trasformazione.

My work is situated at the intersection of dance, theatre, visual arts, pedagogy, and mathematics, as a research practice that places the body at the center of learning processes. These are not separate fields, but territories that intersect and transform one another: movement becomes a way of thinking, knowing, and building relationships.

I began studying dance at an early age at the National Academy of Dance, where I encountered an initial form of discipline and bodily awareness. Over time, this experience expanded through practices such as Cunningham technique, release, contact improvisation, and instant composition, shaping my attention toward gesture as a process, in relation to space, rhythm, and perception.

My studies in DAMS and my encounter with theatre — from Grotowskian practices to the Living Theatre and circus arts — contributed to defining my understanding of the stage as a space where different languages are composed together. Working with Giorgio Barberio Corsetti in Metafisico Cabaret further strengthened this perspective, opening up a performative dimension in which body, image, and sound interact.

Since 2004, through the SCREAM project (Supporting Children’s Rights through Education, the Arts and the Media) of the International Labour Organization (ILO), my work has been oriented toward pedagogy. Since then, I have led workshops and training processes in educational contexts, where theatre and dance become tools to activate awareness, expression, and shared meaning-making.

In 2006, I co-founded the company Immobile Paziente, creating collaboratively developed performance projects such as Tutto di PrimaAnimale Omega, and K465, while also collaborating as a performer and visual artist with various artistic contexts.

A central aspect of my research is the attention to long-life practices, including shiatsu, which have deepened my understanding of the body as a place of listening, relationship, and transformation. This dimension informs both my artistic and pedagogical work.

Over the years, my educational practice has intertwined with mathematics education and teacher training, alongside an academic research path in these areas. Within this field, movement and the arts become tools for exploring abstract concepts through experience, opening spaces where thinking takes form through the body and relationships.

The thread that runs through my work is a continuous search for integration between sensory experience and knowledge. The body becomes a threshold: a place where perception, imagination, and thought meet. Learning thus emerges as a living, shared process capable of generating awareness, creativity, and transformation.