ricerca pedagogica

Pratica laboratoriale

laboratorio è libertà e desiderio di conoscere.
la conoscenza può avvenire solo tramite la fiducia.

Dal 2004 mi occupo di pedagogia teatrale, del movimento e dell'immagine. La mia ricerca si focalizza sul corpo come conoscitore, inventore e guida.

Lavoro con bambini, ragazzi, adulti e anziani — spesso alla prima esperienza espressiva — accompagnandoli nella costruzione di una "grammatica personale" corporea: un alfabeto del movimento che ognuno scopre e condivide attraverso l'esplorazione individuale e di gruppo. Al centro c'è l'idea che ogni attività — ricreativa, espressiva o didattica — debba partire da un movimento interno, da qualcosa che nasce dentro.

Il percorso laboratoriale si articola in due fasi. Nella fase di esplorazione il corpo si confronta con lo spazio, il tempo, il ritmo, l'interazione, e impara a vedersi "da un altro punto di vista". Si attivano poi altre risorse: la voce, la scrittura, la pittura, la composizione plastica, la musica. Nella fase di costruzione gli allievi diventano sperimentatori e costruttori: a partire da testi, fotografie, romanzi, poesie, suoni, opere e canzoni, ognuno crea un proprio materiale da condividere — una piccola performance, una mostra, un esercizio.

Una tappa importante di questo percorso è stata la creazione del progetto Teatro Relazionale, insieme a Valerio Malorni e Annalisa Rauso, con cui tra il 2011 e il 2013 ho dato vita a laboratori e spettacoli — tra cui Io e Io e TeDon GiovanniLa Fine del MondoAperto Mare e Senti, Tu!.

In questo percorso il teatro è stato vissuto come luogo di relazione, di ricerca e di scoperta della propria espressività.

Il laboratorio resta per me il luogo di ricerca per eccellenza: dove si incontrano gli altri e si esercitano creatività e fiducia.

Presenza scenica

Da questa pratica è nato un percorso di ricerca sulla presenza scenica dell'insegnante (Insegnanti: 12 ore in sala teatro. La presenza scenica nel lavoro dell'insegnante di scuola primaria. Una proposta operativa, vedi Ricerca Accademica).

L'insegnante è ogni giorno in scena di fronte alla classe, e l'espressività corporea, vocale e relazionale fa parte del suo mestiere quanto i contenuti che trasmette. Gli insegnanti sono chiamati a incarnare ciò di cui parlano e a passare qualcosa di loro, del loro entusiasmo nella relazione con i bambini e i ragazzi.  

Il percorso propone esplorazioni espressive e attività per la costruzione di materiali propri.

Matematica espressiva©

Dal 2013 sviluppo un percorso di ricerca pedagogica sull'insegnamento della matematica attraverso la danza, la musica, le arti visive e il racconto: la matematica espressiva©.

Al centro c'è l'esperienza estetica come via di accesso ai concetti matematici. 

La matematica espressiva© vuole affiancare all'iniziazione al simbolismo quantitativo e al pensiero scientifico che permetta, l'espressione di sé, l'immaginazione e la curiosità seguendo la visione di una matematica per la fioritura dell'essere umano.

Le arti hanno un legame ancestrale con la matematica: nella poesia, nell'architettura, nella danza, nella musica, nella pittura, la bellezza emerge attraverso regole di composizione, simmetria, proporzione. 

Al centro c'è il corpo danzante: l'esperienza corporea, la mimesis, l'embodiment. Questa alleanza è potenziata da altre arti, in particolare letteratura per l'infanzia e disegno.

La ricerca si rivolge a bambini e a insegnanti di matematica e si concretizza in laboratori, formazione e pubblicazioni.

SPETTACOLO "SENTI, TU!" LAB. TEATRO RELAZIONALE GIUGNO 2013

LABORATORIO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI IC "DON ANDREA SANTORO" PRIVERNO, GIUGNO 2017

LABORATORIO DI "GEOMETRIA IN MOVIMENTO" IC VIA CUTIGLIANO, ROMA GENNAIO 2017